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Parco archeologico di Paestum e Velia 

I Parchi archeologici di Paestum e Velia, riconosciuti dall’UNESCO dal 1998, rappresentano una delle testimonianze meglio conservate della Magna Grecia.
Il sito è celebre per i suoi imponenti templi dorici e offre un percorso storico completo che comprende:
Le aree archeologiche di Paestum e dell’antica Velia.
Il Museo Archeologico Nazionale.
Il Museo di Hera Argiva e l’ex stabilimento Cirio.
In breve, il complesso custodisce un patrimonio millenario che permette un vero e proprio viaggio nel cuore della storia antica del territorio.
Maggiori informazione possono essere trovate al sito https://parchipaestumvelia.cultura.gov.it/.

Panorama di Velia
Borgo di Castellabate
Borgo di Castellabate


Borgo di Castellabate storia e Origini

Il borgo sorse nel 1123 sul Colle dell’Angelo per iniziativa dell’Abate San Costabile Gentilcore. Il Castello fu costruito per proteggere le popolazioni e i traffici marittimi dalle incursioni saracene, diventando il fulcro attorno al quale si sviluppò l’abitato medievale.

Struttura e Accessi
Situato a 280 metri sul livello del mare, il centro è cinto da mura e accessibile tramite cinque porte storiche (Cavalieri, di Mare, la Chiazza, S. Eustachio e de li Bovi). Il borgo è caratterizzato da un’architettura suggestiva fatta di:
Vicoletti in pietra viva e passaggi stretti sotto case comunicanti.
Piazza 10 ottobre 1123, il cuore pulsante del paese con vista panoramica sulla valle.
Belvedere di San Costabile, l’accesso più celebre che costeggia il castello.

Punti di Interesse Culturale
Basilica di Santa Maria de Gulia: edificio cinquecentesco che custodisce opere di pregio, come il Polittico di Pavanino da Palermo.
Palazzo Perrotti: testimone del passaggio della storia, ospitò Gioacchino Murat nel 1811.
Museo di Arte Sacra e Chiesa del Rosario: situati accanto alla Basilica, arricchiscono l’offerta culturale del borgo.
Il testo invita infine a scoprire l’ospitalità dei residenti e a godersi l’atmosfera unica creata dal vento di mare tra i vicoli.



Punta Licosa


Punta Licosa, situata nel Cilento alla fine del Golfo di Salerno, è un luogo intriso di leggende classiche. Anticamente chiamata Enipeum, deve il suo nome alla sirena Leucosia che, secondo il mito (ripreso anche da Omero), si uccise in quel tratto di mare dopo il fallito tentativo di incantare Ulisse. La tradizione lega il promontorio anche al viaggio di Enea.
Importanza Strategica e Archeologia Marittima
L’area è sempre stata un punto nevralgico per i commerci tra la Grecia e Roma, ma anche un tratto estremamente pericoloso per la navigazione a causa di secche e correnti.
Relitti: I fondali ospitano numerosi resti di navi romane cariche di anfore.
Eventi Bellici: Nel corso dei secoli è stata teatro di scontri tra Saraceni, Anglo-Napoletani e Francesi, fino all’affondamento del sommergibile italiano Velella nel 1943.
L’Enigma dei “Giganti”
Il cuore del testo riguarda la presunta scoperta di resti umani giganteschi sull’isoletta di Licosa:
Il ritrovamento del 1696: Giuseppe Antonini riportò che, durante gli scavi per un ospizio, vennero alla luce sepolcri contenenti ossa e teschi di dimensioni “prodigiose”. Alcuni di questi teschi furono inviati a illustri personaggi dell’epoca (come il Cardinale Noris).
Il dibattito scientifico: La notizia alimentò per oltre un secolo dispute tra studiosi. Mentre i sostenitori del mito parlavano di “antichi giganti”, critici successivi suggerirono che si trattasse di ossa di grandi animali (cavalli o bovini) confuse con resti umani per via delle scarse conoscenze paleontologiche del tempo.
L’episodio moderno: Nei primi anni ’70, una frana rivelò un altro scheletro sull’isola. Tuttavia, le analisi medico-legali accertarono che si trattava di un uomo di statura normale (circa 1,60 m).
Conclusioni
Nonostante la scienza abbia smentito l’esistenza di esseri sovrumani, la convinzione popolare rimane viva, alimentata dal fascino di un territorio che fonde costantemente realtà storica e suggestione mitologica..

Punta Licosa Costa
Punta Licosa vista dall'alto
Gole del Calore
Gole del Calore



Gole del Calore


Le gole sono spettacolari forre calcaree, umide e scoscese, scavate dal fiume Calore nel suo tratto iniziale ai piedi del Monte Cervati. In totale si distinguono cinque gole principali:
Le prime tre: Si susseguono partendo da monte di Piaggine, proseguendo tra Valle dell’Angelo (sotto il monte Pescorubino) e terminando a valle di Laurino, dove la vegetazione si fa fitta e compaiono i primi ponti medievali.
La quarta e la quinta gola: Situate tra Magliano Nuovo e Felitto, sono le più celebri. Qui si trovano le “marmitte dei giganti” (cavità circolari scavate dall’erosione) e attrazioni naturali come il Ponte di Petratetta e la Grotta di Bernardo.
Turismo e accessibilità: La quarta gola è una meta rinomata per il trekking (sentiero Magliano-Felitto) e per le escursioni in canoa durante l’estate, con partenza dalla località Remolino.
Il percorso è arricchito da numerose testimonianze storiche, tra cui diversi ponti medievali e i ruderi di una centrale idroelettrica. Dopo la quinta gola, all’altezza di Felitto, il paesaggio cambia: le pareti rocciose si aprono e il fiume prosegue il suo corso in un alveo più ampio.

Maggiori informazioni presso la PROLOCO DI Felitto

https://www.prolocofelitto.it

Oasi fiume Alento


Natura e Biodiversità
Situata nel Parco Nazionale del Cilento e protetta come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), l’Oasi si estende su oltre 3.000 ettari. Il cuore del parco è dominato da una diga che forma un lago artificiale, mentre a valle si sviluppa un’area naturalistica dedicata alla conservazione della biodiversità e al birdwatching.
Attività e Sport
Il parco è una meta ideale per famiglie, scuole e sportivi, offrendo numerose attività all’aria aperta:
Escursioni: Trekking, kayak sul lago, gite a cavallo, mountain bike e tour in bus elettrico o green car.
Sport e Divertimento: Campi da calcio e volley, tiro con l’arco e aree giochi per bambini.
Didattica: Visite guidate, laboratori per le scuole e un orto botanico.
Servizi e Ospitalità
La struttura è attrezzata per soggiorni completi e relax:
Ristorazione: Un ristorante che utilizza prodotti a km 0 e due bar.
Soggiorno: Disponibilità di 8 camere per il pernottamento e aree pic-nic con barbecue.
Eventi: Centro congressi, aree per mostre e banqueting.
Maggiori informazioni: https://www.oasialento.it/.

Volo dell'angelo a trentinara
volo dell'angelo a trentinara

Il volo dell’Angelo a Trentinara

Volare sul Cilento: L’Esperienza della Zip Line a Trentinara
Se cercate l’adrenalina di un volo panoramico nel cuore della Campania, la vostra destinazione sono le pendici del Monte Cantenna. Situato tra i comuni di Trentinara e Capaccio Paestum, questo impianto offre un’esperienza mozzafiato sospesa tra cielo e terra, a brevissima distanza dai templi di Paestum.

Come funziona l’esperienza
L’avventura inizia all’interno del Parco Nazionale del Cilento, dove sarete accolti da istruttori qualificati. Prima del decollo, parteciperete a un briefing teorico per apprendere il funzionamento della Zip Line e le procedure di sicurezza. Una volta pronti, verrete equipaggiati con imbrago e moschettoni e agganciati saldamente alla carrucola sul cavo d’acciaio.

I numeri e l’accessibilità
Altezza della rampa: Il volo parte da una quota di 593 metri.
Inclusività: La struttura è progettata per essere accessibile a tutti; la rampa di partenza è infatti dotata di un ascensore per persone con disabilità.

Servizi e Comfort
L’area non è solo dedicata al volo, ma è un vero e proprio polo ricreativo che offre:
Terrazze relax per godersi il panorama in tranquillità.
Punti ristoro per una sosta rigenerante.
Fontana artistica e aree comuni curate.
Tecnologia: Un maxi schermo trasmette in diretta le immagini del volo, permettendo anche a chi resta a terra di condividere l’emozione di chi è sospeso nel vuoto.


Un mix perfetto di sport estremo e bellezza paesaggistica, ideale per chi vuole scoprire il Cilento da una prospettiva decisamente insolita.

Maggiori informazioni:

https://www.cilentoinvolo.info


Roscigno Vecchia



Un Borgo Sospeso nel Tempo
Situato su una collina ai piedi dei Monti Alburni, Roscigno Vecchia è un centro storico abbandonato che conserva intatta la struttura urbanistica cilentana del passato. Tra le sue vie si possono ancora ammirare palazzi signorili, cappelle, povere abitazioni contadine e una chiesa del Settecento.

L’abbandono forzato
A differenza di altri paesi svuotati dall’emigrazione, Roscigno fu abbandonato per motivi di sicurezza:
Cause: La natura argillosa del terreno rendeva la zona soggetta a frane.

Le leggi: Due ordinanze del Genio Civile (1902 e 1908) imposero alla popolazione di trasferirsi a Roscigno Nuova.

Roscigno Oggi: Tra Memoria e Musei
Nonostante lo svuotamento, il borgo continua a vivere grazie a:
Giuseppe: L’unico abitante ufficiale, che accoglie i turisti e definisce il paese un “monumento a cielo aperto”.

Museo della Civiltà Contadina: Allestito nel vecchio municipio e in un’ex casa colonica, custodisce foto e oggetti che testimoniano la vita rurale di un tempo.
Roscigno Vecchia rappresenta oggi una testimonianza storica unica, dove il tempo sembra essersi fermato all’inizio del secolo scorso..

Roscigno Vecchia
Roscigno Vecchia
Volo dell'angelo a trentinara
volo dell'angelo a trentinara

Monte Gelbison o monte Sacrocchia



Geografia e Posizione
Il monte si trova nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in provincia di Salerno. La sua vetta appartiene al comune di Novi Velia, ma il massiccio si estende su numerosi altri territori (tra cui Vallo della Lucania, Rofrano e Montano Antilia), confinante a est con la foresta di Pruno e digradando a ovest verso la piana di Velia e il mare.

Il Santuario e la Vetta
La cima è un importante luogo di spiritualità e un punto di riferimento visivo:
Il Santuario: Ospita il Santuario della Madonna del Monte Sacro.
La Croce: Una grande croce metallica domina la sommità; quando illuminata, è visibile da gran parte del territorio cilentano.

Panorama e Visibilità
Grazie alla sua posizione isolata e imponente, il monte offre una vista eccezionale che, in condizioni di massima visibilità, abbraccia:
Sud: La Calabria tirrenica, la Sicilia e le Isole Eolie.
Nord: La Costiera Amalfitana e il Vesuvio.
Est: Persino il Mar Ionio e il Golfo di Taranto.


https://www.cilentoinvolo.info

Certosa di San Lorenzo (chiamata anche Certosa di Padula)


La Certosa di San Lorenzo, situata a Padula, è il complesso monastico più grande dell’Italia Meridionale e uno dei più prestigiosi in Europa. Fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1998.
Ecco una sintesi dei suoi aspetti principali:
Evoluzione Storica

Costruzione: Iniziata nel XIV secolo, ha subito continui ampliamenti fino al XIX secolo, passando dallo stile trecentesco (di cui restano le volte della chiesa e il portone) al trionfo del Barocco e del Settecento.

Abbandono e Restauro: Nel 1807 i Certosini furono allontanati e il patrimonio artistico andò in gran parte disperso. Solo nel 1982, dopo un lungo periodo di declino, sono iniziati i grandi lavori di restauro della Soprintendenza.

Architettura e Spazi Notevoli
Il complesso si divide tra aree produttive e zone di clausura:
La Chiesa e le Cappelle: Caratterizzate da stucchi dorati e altari in scagliola e madreperla. Spiccano la Sala del Capitolo e la Cappella del Tesoro.
La Cucina e il Refettorio: Ambienti monumentali che testimoniano l’operosità settecentesca, con tavoli in pietra e una cappa enorme.
I Chiostri: Il Chiostro Grande, con i suoi quasi 15.000 mq, è tra i più vasti d’Europa. Notevoli anche il chiostro della Foresteria e quello dei Procuratori.
La Biblioteca: Raggiungibile tramite una spettacolare scala elicoidale in pietra, un tempo ospitava decine di migliaia di volumi preziosi.
Lo Scalone Ellittico: Un’imponente struttura a doppia rampa che rappresenta l’ultima grande opera realizzata prima della soppressione napoleonica.

Tra Antico e Contemporaneo
Oggi la Certosa non è solo un museo di se stessa: le celle monacali ospitano una collezione di arte contemporanea nata dalla rassegna “Le Opere e i Giorni” (2002-2004), curata da Achille Bonito Oliva, che ha coinvolto artisti di fama internazionale su temi spirituali e filosofici.

Maggiori informazioni al link sotto riportato

Roscigno Vecchia
Roscigno Vecchia